La discopatia lombale: cos’è e come si cura

lombalgia

La discopatia rappresenta una delle principali cause del mal di schiena, essa consiste in un’alterazione del disco intervertebrale (posizionato tra due vertebre), che normalmente funge da ammortizzatore e permette di flettere ed estendere la colonna vertebrale. Quando il disco va incontro a fenomeni degenerativi, inizia a indebolirsi e consumarsi, perdendo spessore e funzionalità. Il fenomeno è facilmente visibile anche sulle radiografie perché si riduce sensibilmente lo spazio tra le due vertebre. Per questo spesso si parla erroneamente di «schiacciamento delle vertebre»: in realtà a schiacciarsi è il disco, ed è questo che provoca il dolore. Nei casi di discopatia lombare a essere maggiormente colpito è l’L5 S1, vale a dire l’ultimo disco della colonna vertebrale, perché è quello che ne regge l’intero carico.

Quali sono le cause della discopatia?

La degenerazione del disco è un fenomeno fisiologico. Può però avere inizio precocemente e progredire rapidamente in soggetti con una predisposizione genetica. Ma può anche essere accelerata da sforzi e microtraumi ripetuti: è il caso di chi solleva pesi frequentemente per lavoro, o di chi pratica particolari e intense attività sportive a livello agonistico, come la ginnastica artistica o il sollevamento pesi. Condotta in modo amatoriale, invece, l’attività fisica è molto utile, perché aiuta a mantenere elastica la struttura della colonna e a prevenire il sovrappeso, altro fattore peggiorativo della discopatia lombare.

Quali sono i sintomi di una discopatia lombale?

Il primo sintomo è il dolore. Quando il dolore si irradia dalla colonna lombare alla gamba si trasforma in una lombosciatalgia (anche detta sciatica). Ciò è dovuto al fatto che il disco, schiacciandosi, finisce per irritare prima e comprimere successivamente, le vicine radici nervose.

Come si effettua la diagnosi?

Viene effettuata inizialmente attraverso una radiografia in piedi: se il disco appare ridotto in altezza si è in presenza di discopatia. L’analisi va poi approfondita con una risonanza magnetica, che rivela lo stato preciso della patologia.

Quali sono le cure per la lombalgia discale?

In caso di attacco lombalgico acuto è importante soprattutto qualche giorno di riposo, per non sollecitare ulteriormente la colonna lombare. Inoltre vanno assunti farmaci miorilassanti e antidolorifici: il cortisone è consigliabile solo in caso di dolore più intenso e quando la lombalgia si è trasformata in sciatica. Superata la fase acuta, è necessaria una fisioterapia mirata per ridurre la contrattura dolorosa dei muscoli addominali e paravertebrali. Da evitare l’uso prolungato di busti e fasce elastiche, che finiscono per avere un effetto negativo sul tono muscolare. Con questi accorgimenti, dopo alcuni giorni in genere si torna alla normalità.

Quando il mal di schiena si manifesta con sempre maggiore frequenza, con episodi acuti sempre più invalidanti (fino a limitare fortemente il normale svolgimento della vita quotidiana), l’unica soluzione è sottoporsi all’intervento chirurgico.


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